ERNESTOSOLARI

ART-GALLERY

la ricerca dell'Aleph

Dipingere, scolpire, modellare, disegnare, incidere sono linguaggi che consentono a Solari di realizzare non degli oggetti o dei prodotti fine a se stessi ma dei frammenti o delle espressioni di un unico discorso, di un dialogo a piu' voci che vivono o fanno vivere o rivivere uno spazio.

La narrazione fra elementi espressivi ed aspetti contaminanti appartenenti allo spazio fisico in cui la narrazione avviene, determina la materializzazione dell'Aleph, cioè dell'unione degli opposti o degli elementi complementari.

Il suo scopo artistico é pertanto il raggiungimento, o la creazione, di tale complementarietà che può avvenire solo attraverso una coralità di elementi diversi, opposti o contaminati.

Ogni mostra diventa pertanto un intreccio di fili, di drappi, di pieni e vuoti che armonicamente portano ad un risultato non oggettivo ma mentale, filosofale, psicologico, mistico....ecc..., è quindi un'installazione o un insieme di installazioni legate fra loro da un dialogo da un pensiero creativo e a volte anche risolutivo poiche l'Aleph è luce.

E la luce, come ci ha insegnato l'arte del passato, da vita al colore, elemento che Solari non ha voluto escludere dai suoi linguaggi e dai suoi dialoghi e che rimane presente pittoricamente. La pittura non è stata abbandonata ma utilizzata e trasformata in materia e forma plastica.

Solari è quindi artista anomalo, che va contro-corrente: egli non ricerca l’ispirazione trasmessa dal reale al proprio io ma cerca, nel processo e nel percorso, quelle emozioni e quelle cariche creative che possono spingerlo verso luci e bagliori di verità, nascoste nel tema della ricerca, del dialogo, della comunicazione ma anche della contaminazione che cambiano, a volte inconsapevolmente, la nostra vita.

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Testi_Critici

brevi cenni

...La luce, infatti, gioca un ruolo determinante nei quadri, in quanto addolcisce le forme, ne accentua la intensità e le carica di suggestione surreale. Ma, sotto l’aspetto vibrante e a volte, aggressivo delle immagini si cela un affiato malinconico che vela di mistero e di simboli le figure. Rosanna Ricci (critico d’arte del Resto del Carlino)

...Ernesto Solari ripercorre infatti a ritroso la sua vicenda stilistica - dalle attuali rivisitazioni delle avanguardie protonovecentesche alla iniziale descrittività popolarescheggiante -stabilendo una efficace concordanza tra procedimenti della memoria e della forma. Luciano Caramel (1982: presentaz. alla mostra presso il mus. civ. di Como)

...dall’impreziosimento cromatico di materiali poveri quali carte e stracci, ottenendo cosi’ un effetto materico e tridimensionale di superfici che troveranno nel drappeggio, nel gioco dei pieni e dei vuoti delle pieghe e nell’ala piumata della Melencolìa dùreriana, una sorta di materializzazione arcana e filosofale. Antonio Gasbarrini (il Messaggero)

...Il passaggio dal movimento vivace alla quiete scuote l’animo del fruitore e lo costringe a pensare. La visione, nel suo insieme, si fa simbolo dell’instabilità dell’uomo, dell’irrequieto vivere. E la calma distensione dell’immagine trasmette suggestioni e messaggi. Luigi Cavadini (presentazione mostra "Dimensione Uomo attualità del Rinascimento"- Gall.Temarte-Como-1983)

...pittura, morbida, ricca, variata, erano una ricerca d’immagini, erano quel suo “volare., che tanto ama, l’ala piumata della “Melencolia” dureriana, quella che troppo superficialmente tutti seguitiamo a chiamare “malinconia”. Dirò anzi che in taluni quadri, proprio quelli ispirati alla celebre stampa, e nel “Gesù tra i dottori” e nelle sue variazioni, c’è il meglio della sua spontaneità espressiva. Giorgio Mascherpa (1985: presentaz. cat. mostra a Milano: Gall. Nuova Sfera)

...Solari imposta la sua lettura visiva su una somiglianza del processo, procedendo da un riconoscibile (per esempio un ritratto) verso una sua collocazione che risulta un'indagine sia tecnico-linguistica sia simbolica, fino allesposizione del suo meccanismo, che non nega il persistere della "sensibil forma", ma solo in quanto riverbero, o sogno. Roberto Sanesi (critico, letterato e artista dell'Accademia di Brera: presentazione mostra Infinito Leopardi: 1999)

...Solari, tra i pochi a saperlo fare, è un “pittore che pensa”, uno che pone consapevolmente l’opera al termine di un percorso intellettuale fatto di ricerca, di riflessione, di domande e risposte, in cui coinvolgere provocatoriamente lo spettatore. Vincenzo Guarracino 2004

...L’ultima produzione ha visto Solari uscire dalla piccola dimensione ed espandersi in spazi più ampi ed ariosi dove grandi tele fluttuanti diventano anche dei grandi totem, menhir, o grandi dolmen nei quali vanno ad innestarsi elementi simbolici materici che tentano di inserirsi nelle armonie fluttuanti dei drappi e comunque cercano di contaminarli col colore o con la magia del simbolo. La fluttuazione armonica di questi drappi diventa anche musicalità; la ritmica sembra guidare il gesto dell’artista mentre questi è posseduto dallo spirito paganiniano. Roberto Borghi (2014)

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